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  • Immagine del redattoreMaurizio Baratello

E’ UTILE RINEGOZIARE I MUTUI A TASSO VARIABILE

Aggiornamento: 6 mar

Leggevo le dichiarazioni di Christine Lagarde e concordo sulla convinzione che molte banche siano pronte a rinegoziare i mutui variabili contratti dai loro clienti. Purtroppo, la stretta monetaria in atto per contrastare l’inflazione mette gli Istituti di Credito in una situazione tale da presentare un conto salato a tutti coloro che sono in una situazione di debito a lungo per mutui accesi a suo tempo.


La necessità di rinegoziare è un modo per alleggerire il carico sulle famiglie ed è soprattutto nel loro interesse attivarsi con le banche perché quando l’inflazione sarà sotto controllo i tassi scenderanno. Rivedere una posizione di debito non è tanto allungare la singola situazione passivo con l’ente erogatore quanto riallineare la passività assoggettata a rientri mensili alla congiuntura dettata da ragioni impellenti di mercato e mettere il soggetto interessato in linea con le fluttuazioni che assistiamo a seguito del rincaro del costo del denaro.

Quindi, ribadisco, è nell’interesse del debitore farlo e le banche sono pronte ad avallare simili richieste per evitare che i singoli bilanci siano gravati di crediti deteriorati. Così Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, in un'intervista al quotidiano spagnolo El Correo, posizionata tra l’altro nel sito di Francoforte, interviene su uno degli aspetti più sensibili della fase di rialzo dei tassi.

E si va verso un altro rialzo da 50 punti.

Infatti, nell’intervista evidenzia la probabilità del prossimo aumento dei tassi di interesse di 50 punti base, ipotesi che sarà affrontata nella riunione del 16 marzo. E ribadisce, la presidente Lagarde, come fosse una decisione indicata nell'ultima riunione e a seguito della verifica di tutti i numeri visti nei giorni scorsi si sta come molto probabile l’aumento. Per il futuro non si sbilancia e afferma: "Dipendiamo dai dati, molti governatori delle banche centrali stanno diffondendo le loro opinioni e analisi personali, come presidente della Bce io devo focalizzarmi" sui dati.

Si deve tener presente che la rata del variabile è salita del 67%, come indicato da Raffaele Ricciardi il 23 febbraio scorso, dove in un articolo pubblicato da Repubblica porta un esempio di una persona che cinque anni fa ha comprato casa accendendo un mutuo variabile trentennale da 150mila euro e di averlo iniziato a pagare le singole rate. Oggi, quel finanziamento rischia di sballare il suo bilancio familiare. Se all'inizio pagava 460 euro al mese, a febbraio è arrivata a 620. Ed entro la fine dell'anno rischia di sfondare quota 700. Quindi, che fare? Questo è il tipico ragionamento di alcune famiglie italiane, in questo momento.

Ecco allora la necessità di aiuti mirati per fronteggiare l'inflazione.

Ribadendo quanto dichiarato la scorsa settimana, Lagarde ha ricordato che "è ancora troppo presto per cantar vittoria sull'inflazione". Per la presidente dell'Eurotower "stiamo facendo dei progressi", ma "'c'è ancora molto da fare". "So che le persone stanno soffrendo per l'inflazione - aggiunge - specie quelle più vulnerabili ed esposte come i pensionati a basso reddito”. Alla Bce sono convinti che le misure da prendere dai governi dovrebbero essere mirate a questo tipo di persone per poi essere riviste quando "i prezzi dell'energia scenderanno e quelli degli alimentari si stabilizzeranno".

Interrogata sull'indicizzazione per legge delle pensioni all'inflazione, Lagarde è negativa: "Indicizzare le pensioni all'inflazione non ci ha aiutato nel passato e ha generalmente contribuito ad alimentare l'inflazione che è poi finita fuori controllo" affermando che non ritiene una buona idea tornare indietro proprio su questo tema.


Venezia, 05 marzo 2023

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